La pianura verso OVEST


L'itinerario verso la pianura ovest parte da Porta S. Felice e vi condurrà alla scoperta di una ricca realtà culturale ed ambientale. "Opulentissima " era già detta in epoca romana e ancora oggi, tra i segni della più recente industrializzazione, il paesaggio agricolo si impone all'attenzione del viaggiatore.
Le strade che si possono prendere sono due: per Anzola, dirigendosi verso le terre estensi tra Modena e Ferrara, o per Calderara di Reno, piegando più decisamente verso Ferrara. Quale che sia quella che sceglierete per lasciare Bologna, potrete sempre poi utilizzare l'altra per farvi ritorno.
Anzola
La prima sosta del nostro itinerario si farà ad Anzola, ove la Torre di Re Enzo del sec. XIII rievoca i tempi della guerra fra i comuni e l'imperatore Federico II. Con la vittoria di Fossalta (1249), nei pressi di Modena, i bolognesi riportarono una sonante vittoria sugli imperiali, tanto da portare con sé in ostaggio il figlio dell'Imperatore, il principe Enzo, affidato alla custodia del Signore del castello di Anzola, il Conte Michele degli Orsi. La Torre, uno dei pochi resti dell'antico castello, deve così il suo nome al fatto di essere stata il luogo di prigionia del principe, proprio come avvenne per il bel palazzo situato nel centro di Bologna, dove, successivamente, Enzo venne trasferito. Non si dovette trattare comunque di una detenzione dura, dal momento che proprio il Signore di Anzola, divenuto grande amico del giovane monarca, pare tentasse di farlo fuggire nascosto in una gerla.
Ad Anzola merita di essere vista anche la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, edificata nel 1300, che deve l'aspetto attuale ad un rimaneggiamento definitivo di metà ottocento. II fonte battesimale, che si trova al suo interno, è però del 1200. Lasciato il territorio di Anzola per entrare in quello di Persiceto si incontra una località detta Le Bùdrie, dove visse e morì la Santa bolognese Clelia Barbieri e dove, oltre alle stanze della comunità da lei creata, potrete visitare la Villa dei Caprara.
San Giovanni in Persiceto
Si prosegue poi per l'importante centro di S. Giovanni in Persiceto. Una città che supera i 20.000 abitanti ed è caratterizzata dalla forma medioevale del suo centro a cerchi concentrici. Una sosta qui si imporrebbe anche solo per gustare i numerosi "manicaretti" che caratterizzano la cucina del posto, ma S. Giovanni in Persiceto non manca di altre gustose sorprese: i carri allegorici del famoso carnevale persicetano, per esempio. La sua massima celebrità è sicuramente Giulio Cesare Croce, autore degli universalmente conosciuti Bertoldo e Bertoldino. La biblioteca, che si trova nel Palazzo S. Salvatore, ne colleziona le numerose edizioni provenienti da tutto il mondo. Visitatela e poi prendete la strada per S. Matteo della Decima. Qui, oltre alla Chiesa Parrocchiale della seconda metà del secolo XVI, c'è da vedere il Castello o Villa la Giovannina. L'edificio, anch'esso del secolo XVI, è davvero notevole, cinto com'è da 5 torri, ma soprattutto sono da visitare al suo interno le sale affrescate dal Guercino.
Sant'Agata Bolognese
La tappa successiva si farà a Sant'Agata Bolognese, il cui nome ricorda la sua contesa posizione al confine di Modena. Per
questo vi si trovano ancora tracce delle fortificazioni che la difendevano, come la Torre, elencata fra i monumenti nazionali e la bella Porta di Sotto (Otesia) che conserva ancorale tracce dell'antico ponte levatoio.
Da lì a Nonantola e alla sua Abbazia ci sono pochi chilometri. L'Archivio dell'Abbazia è una fonte inesauribile di sapere, oltre che di opere miniate di rara bellezza, ma anche la cittadina offre buone occasioni di visita. Torri e Chiese come quella di S. Filomena e S. Michele Arcangelo, oltre alla Sala degli Affreschi e alla Sala delle Colonne, un tempo locali del Monastero, vi faranno compiere un viaggio a ritroso in un tempo, quello medioevale, di cui l'Italia conserva poche altre testimonianze di tanto valore.
Crevalcore
Nella vicina Crevalcore ci sono altre Chiese, Torri e Palazzi da visitare prima di decidere se dirigere verso Modena o Ferrara, oppure fare ritorno a Bologna. Oltre alle belle Porte di Modena e Bologna, che si aprono ai lati opposti del Corso rettilineo e incorniciato di portici, vi consigliamo la visita alla Chiesa dell'Immacolata Concezione e al settecentesco Oratorio della Pietà. Ma è negli immediati dintorni di Crevalcore che si trovano i suoi gioielli: la Villa Ronchi, col Palazzo Padronale del XVI secolo, e la chiesa settecentesca e, a pochi chilometri, l'oratorio detto La Rotonda per la sua forma circolare. Fatta costruire da Maria Vittoria Caprara nel 1765 come exvoto, é ancora oggi un esempio di rara armonia architettonica, oltre ad essere ornata di 8 notevolissime tele di Nicola Bertuzzi. Nella vicina località di Palata Pepoli sorge un Castello del secolo XVI che stabilisce in modo esemplare il trapasso dal Castello fortificato alla Villa.

Calderara di Reno
Se, uscendo da Bologna, prenderete più a Nord-Ovest, rispetto al precedente itinerario, incontrerete Calderara di Reno. Qui vi consigliamo la visita a Villa Spalletti circondata da un grande parco. Non dimenticate di recarvi a Sacerno dove, vicino all'argine del Lavino, si erge una colonna a ricordare il luogo ove i Triunviri Ottaviano, Lepido e Antonio nel 43 a. C. si spartirono il potere ereditato alla morte di Giulio Cesare.
Sala Bolognese
Proseguite poi per Sala Bolognese, dove potrete visitare uno dei più importanti monumenti in stile romanico-lombardo, la Pieve di S. Biagio.
È probabile che l'attuale edificio cristiano sorga sulle rovine di un tempio pagano. Lo dimostrerebbe una testa d'ariete incisa sul piano della mensa dell'altare maggiore.
Il suo interesse architettonico risiede particolarmente nella maggiore delle tre absidi che presenta in alto una galleria del XII secolo
.

Pieve di Cento
L'itinerario si conclude a Pieve di Cento, la gemella bolognese della dirimpettaia ferrarese Cento. Detta "la piccola Bologna" per la presenza di antichi portici in legno catramato, la località è oggi ricca di industrie ma il suo centro storico, piacevolmente ben conservato, ha un aspetto caratterizzato dalle architetture settecentesche con numerosi scorci medioevali o rinascimentali.
Oltre alla Rocca (oggi Museo Civico) edificata nel 1387 da Antonio di Vincenzo divenuto poi l'architetto di S. Petronio a Bologna, Pieve di Cento è ricca di monumenti storici trai quali spiccano la Chiesa Collegiata di S. Maria Maggiore; nell'abside si trova la celebratissima Pala dell'Assunta, opera giovanile di Guido Reni. La Pinacoteca Comunale e le antiche Porte restaurate sono altri luoghi culturali da non perdere.
Un salto oltre il Reno e si è a Cento, patria del celebre pittore detto Guercino. Da qui, dopo aver visitato la Rocca e la Pinacoteca, potete prendere la strada per Ferrara, oppure raggiungere la vicina Crevalcore per tornare a Bologna, percorrendo a ritroso l'itinerario descritto in precedenza.
redazione





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