Rassegna stampa
Rifiuti, ecco il porta a porta
Da: Il Resto del Carlino di venerdì 24 gennaio 2008
A PROPOSITO di rifiuti:
la raccolta differenziata è giusta e sacrosanta. Ma va fatta con i cassonetti sistemati in strada, non costringendo la gente a tenersi in casa pannolini sporchi per tre o quattro giorni. Questo è ciò che succede con il sistema porta a porta, auspicato da molte amministrazioni comunali, che credono che tutti i cittadini abbiano un locale in casa da adibire a pattumiera. Altrimenti anche i più virtuosi saranno invogliati a gettare il pattume dove capita.
Agostino Ballandi
il colloquio di CESARE SUGHI
Rifiuti, ecco il porta a porta
Non so proprio, gentile signor Ballandi, dove Lei abbia attinto le informazioni: sulla raccolta differenziata porta a porta.
Nessuna delle località dove si sta già sperimentando questo metodo costringe gli abitanti a tenersi l’immondizia in casa per non so quanto tempo.
Scherziamo? Sarebbe una violazione delle norme sulla salute e tradirebbe alla radice gli obiettivi di tutela del benessere comune a cui si tende con la raccolta differenziala (la quale, poiché Napoli ha creato tanti professori estemporanei, consiste nel separare la parte solida dei rifiuti dalla plastica, carta, vetro da quella umida, cioè dai resti alimentari).
Nella nostra provincia Monteveglio e altri Comuni hanno avviato i primi progetti di raccolta porla a porta:
gli abitanti sono invitati a separare in partenza, con sacchetti diversi, i due tipi di rifiuti e a depositarli nei contenitori posti all’interno dei palazzi e dei condomini non negli appartamenti, come pretende Lei, a intervalli fissi di ore o di giorni gli addetti provvedono al ritiro dei rifiuti dai contenitori generali.
Reggio Emilia, una città-guida in regione per l’ambiente, si muove già so questa strada.
Non lanciamo, allora, allarmi in fondati.
La raccolta porta a porta non vuol dire in alcun modo ciò che Lei sostiene. E anche a Bologna, dove le dimensioni più grandi complicano le cose, è materia di discussione.
Le esperienze condotte fin qui dimostrano tassativamente come il ‘porta a porta’ incrementi di netto la quota di raccolta differenziala, che a Bologna sta sul 35% molto meno del 50 che sarebbe l’obiettivo decente e che in centro, proprio per la difficoltà di collocazione dei cassonetti, precipita, assai più giù.
Meglio ragionare partendo da dati esatti, mettendo anche in conto che per il porta a porta serve la nostra collaborazione, altrimenti non funziona.
E che noi, quando si tratta di affrontare un impegno civico, chissà perché veniamo presi da un crampo che ci blocca.


