Lo straniero di oggi

Sono passati oramai decenni da quando l’immagine dello straniero in queste zone era relegata al nordafricano che vendeva tappeti trasportati a spalla, oppure bussava alle nostre porte incoraggiandoci all’acquisto di mollette, calzini, cerotti ecc. Ma la globalizzazione ha cambiato anche questa realtà: oggi l’immigrato è il collega di lavoro, l’operatore ecologico, la badante di qualche parente infermo.

Secondo l’Osservatorio dell’im-migrazione sono circa cinquecento gli stranieri presenti nel solo Comune di Argelato. La loro provenienza? Alba¬nia, Bangladesh, Cina, Marocco, Moldavia, Pakistan, Ro¬mania, Tunisia, Ucraina, e forse altri. Ognuno con la propria esperienza e la propria simbolica valigia contenente ideali, tradizioni, religioni e altri valori relativi al personale background. Ognuno con la voglia di integrarsi in una società per lo più sconosciuta e che a volte lascia l’amaro in bocca o peggio ancora, sconfigge.

Favorire l’integrazione è un impegno sia da parte delle istituzioni che della cittadinanza e può voler dire mol¬te cose. Il Centro Culturale di Funo offre la possibilità di leggere libri in alcune delle lingue più diffuse, ol¬tre all’italiano. All’interno della Biblioteca di Argelato è possibile consultare pubblicazioni rivolte ai più giovani in lingue meno conosciute come l’arabo, il giapponese e altre ancora.

Gli Studenti Biblici di Argelato (Testimoni di Geova) sono in grado di distribuire periodici in oltre 160 lin¬gue. Da non dimenticare, inoltre, l’iniziativa di Comuni del territorio Reno-Galliera nell’organizzare corsi gra¬tuiti di lingua italiana per donne straniere. Questi sono alcuni esempi per dare significato al termine “multi¬culturalismo”, per dimostrare una certa sensibilità so¬ciale e apertura mentale verso altre etnie e culture, senza nulla togliere alle storiche parole di Albert Ein¬stein: “in questo mondo è più facile dividere l'atomo che vincere il pregiudizio', almeno per il momento

Piero Droghetti

25 dicembre 2008

Lo straniero di oggi